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Un software italiano aiuta a proteggere gli animali minacciati in Africa

di SapereOra
24 Maggio 2025
in Animali e Natura
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Un software italiano aiuta a proteggere gli animali minacciati in Africa

Un team di ricerca congiunto, composto da ricercatori e ricercatrici dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Isc) e dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (ISPRA) di Ozzano dell’Emilia (Bologna) ha messo a punto una nuova metodologia per stimare in modo accurato ed economicamente sostenibile le popolazioni di ungulati selvatici, applicabile sia in aree protette sia in aziende faunistiche.

Il primo test in Africa

Un primo test è stato condotto nella Game Management Area di Sandwe, una zona protetta dello Zambia, e ha riguardato il monitoraggio popolazioni dei grandi erbivori: qui è stato testato il metodo di campionamento basato sulla teoria del “distance sampling”, con osservazioni effettuate da autovetture: tale metodo modellizza la distribuzione della visibilità degli animali e la loro distribuzione spaziale intorno alle strade. Questi risultati sono poi integrati in un modello di densità, compensando così la distribuzione non casuale delle strade nell’area di studio, così da ottenere dati non-viziati e sufficientemente precisi. L’approccio utilizzato nella ricerca – descritto sull’African Journal of Ecology – ha permesso di accelerare i tempi di rilevamento, ridurre i costi di monitoraggio e aumentare la sicurezza degli operatori rispetto ad altri metodi usati in Africa, come il foto-trappolaggio o censimenti da aeromobili.

L’importanza del monitoraggio di animali minacciati o vulnerabili

“In queste zone, il monitoraggio degli animali – che spesso rientrano tra specie minacciate o vulnerabili – è condotto senza un solido supporto scientifico, e le operazioni di gestione vengono svolte senza una base conoscitiva adeguata: la ragione di questa situazione è legata alla carenza di conoscenze tecnico-scientifiche da parte dei responsabili delle aree protette e delle aziende faunistiche, e a una cronica mancanza di risorse finanziarie che impediscono l’impiego di metodi statistici affidabili”, spiega Stefano Focardi del Cnr-Isc.

Un software che semplifica l’analisi dei dati

I risultati ottenuti con la metodologia proposta sono sufficientemente precisi da poter supportare decisioni gestionali fondamentali, per esempio per determinare la presenza di trend di popolazione o fissare le quote di prelievo. Per facilitare l’applicazione pratica, l’articolo è corredato da un software che semplifica l’analisi dei dati da parte dei responsabili locali della gestione faunistica, anche se privi di una formazione statistico-matematica avanzata.

Leggi anche: Scoperto un nuovo antibiotico contro i superbatteri

Monitoraggi più accessibili e sostenibili anche in Italia

Il metodo potrebbe essere utilizzato in molti altri contesti, più vicini a noi: “Anche la gestione della fauna selvatica in Italia potrebbe avvalersi di tali metodologie per rendere i monitoraggi più accessibili e sostenibili, sia dentro che fuori dalle aree protette, migliorando la gestione della fauna selvatica”, aggiunge Valentina La Morgia dell’ISPRA.

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Tag: ’African Journal of Ecologyanimalicnr-iscdistance samplingfauna selvaticaispranaturaungulati selvatici
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