l mare è immenso, affascinante e a volte misterioso. E se un giorno, durante una nuotata o un’immersione, ci trovassimo faccia a faccia con uno squalo? L’idea fa paura, ma la verità è che la maggior parte degli squali non attacca l’uomo e, nella stragrande maggioranza dei casi, un incontro termina senza incidenti.
Tuttavia, sapere come comportarsi può aumentare le probabilità di restare al sicuro e vivere l’esperienza senza panico.
Gli squali e l’uomo: un incontro raro ma possibile
Secondo i dati dell’International Shark Attack File (ISAF), nel 2024 nel mondo sono stati registrati 69 attacchi non provocati, di cui solo 10 fatali. Considerando milioni di bagnanti e subacquei ogni anno, il rischio è estremamente basso.
Gli squali, infatti, non vedono l’uomo come una preda naturale. Spesso, gli attacchi derivano da confusione: in acque torbide, un surfista può sembrare una foca; un nuotatore che agita le gambe può sembrare un pesce ferito.
Cosa fare immediatamente se si avvista uno squalo
Mantenere la calma è il primo passo. Può sembrare impossibile, ma i movimenti bruschi attirano l’attenzione degli squali, che sono sensibili alle vibrazioni in acqua.
Ecco le mosse consigliate dagli esperti:
- Rimanere in posizione verticale: gli squali sono più curiosi verso oggetti orizzontali.
- Stabilire il contatto visivo: molti subacquei sostengono che guardare lo squalo negli occhi lo dissuada dall’avvicinarsi.
- Non girare le spalle: mantenere lo squalo nel proprio campo visivo.
- Allontanarsi lentamente: nuotare con movimenti lenti verso riva o verso un’imbarcazione.
- Proteggere zone vitali: se costretti a difendersi, mirare a occhi, branchie o muso.
Come prevenire l’incontro con uno squalo
Prevenire è sempre meglio che trovarsi nella situazione. Ecco le regole d’oro:
- Evitare di nuotare all’alba o al tramonto, quando gli squali sono più attivi.
- Non entrare in acqua con ferite aperte: gli squali percepiscono tracce di sangue a chilometri di distanza.
- Evitare zone di pesca o dove ci sono grandi banchi di pesci.
- Non indossare gioielli brillanti: riflettono la luce come le squame di un pesce.
- Nuotare in gruppo: gli squali attaccano più facilmente individui isolati.
Come reagire in caso di attacco
Se lo squalo si avvicina in modo aggressivo, bisogna mostrarsi grandi e minacciosi: aprire le braccia, usare pinne o attrezzatura per sembrare più imponenti.
Se colpisce, reagire:
- Puntare agli occhi: sono sensibili e vulnerabili.
- Colpire il muso: è la zona ricca di recettori sensoriali.
- Non fingere di essere morti: con gli squali, non funziona.
Sfatiamo i miti sugli squali
Molti credono che lo squalo sia un “assassino del mare”. In realtà:
- Solo una dozzina di specie (su oltre 500) sono potenzialmente pericolose per l’uomo.
- Gli squali svolgono un ruolo essenziale nell’equilibrio degli ecosistemi marini.
- Il rischio di morire per uno squalo è infinitamente minore rispetto a incidenti in auto o fulmini.
Domande frequenti
Gli squali attaccano solo se provocati?
Non sempre. Alcuni attacchi sono accidentali, ma provocare uno squalo aumenta enormemente il rischio.
Gli squali si avvicinano alle spiagge italiane?
Raramente. In Italia esistono specie come verdesca e squalo bianco, ma gli avvistamenti sono poco comuni.
È utile avere un repellente per squali?
Sì, alcuni dispositivi a impulsi elettrici possono ridurre il rischio, ma non garantiscono protezione totale.
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