Un italiano su tre ha livelli di colesterolo oltre la norma, ma solo la metà lo sa.
Il colesterolo alto è un nemico silenzioso: non dà sintomi evidenti, ma aumenta il rischio di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari. Nel 2025, con stili di vita sempre più frenetici e un’alimentazione spesso ricca di grassi saturi, il tema è più attuale che mai. Ma quando il colesterolo diventa davvero pericoloso? E come intervenire in tempo?
Colesterolo: amico e nemico allo stesso tempo
Il colesterolo non è solo “cattivo”. È una sostanza grassa indispensabile per l’organismo: serve per produrre ormoni, vitamina D e alcune membrane cellulari. Il problema nasce quando le quantità superano i livelli considerati sicuri.
Esistono due tipi principali:
- Colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein) – spesso definito “cattivo” perché, in eccesso, si deposita sulle pareti delle arterie formando placche.
- Colesterolo HDL (High Density Lipoprotein) – detto “buono” perché aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso, trasportandolo al fegato per essere eliminato.
Il giusto equilibrio tra LDL e HDL è ciò che mantiene le arterie sane.
Quando preoccuparsi davvero
Secondo le linee guida dell’European Society of Cardiology (ESC), i valori ideali dovrebbero essere:
- Colesterolo totale: meno di 200 mg/dl
- LDL: meno di 100 mg/dl (o meno di 70 mg/dl per chi ha già avuto eventi cardiovascolari)
- HDL: superiore a 40 mg/dl negli uomini e 50 mg/dl nelle donne
Si parla di ipercolesterolemia quando:
- Il colesterolo totale supera i 240 mg/dl
- L’LDL è oltre i 160 mg/dl (o oltre i 130 mg/dl nei soggetti a rischio)
- L’HDL è troppo basso
Fattori di rischio da non sottovalutare
Il colesterolo alto non agisce da solo. Diventa pericoloso soprattutto in presenza di altri fattori:
- Fumo di sigaretta
- Ipertensione arteriosa
- Diabete
- Obesità e sovrappeso
- Sedentarietà
- Familiarità per malattie cardiovascolari
Chi presenta più di due di questi fattori dovrebbe controllare il colesterolo almeno una volta all’anno, anche in giovane età.
Sintomi: perché spesso non ci si accorge di nulla
L’ipercolesterolemia è chiamata anche “killer silenzioso” perché non provoca sintomi fino a quando le arterie non sono già danneggiate. In rari casi, possono comparire:
- Xantomi (depositi giallastri sulla pelle o intorno agli occhi)
- Dolore toracico (angina) durante sforzi fisici
- Sintomi di ictus (formicolio, difficoltà nel parlare, perdita di forza improvvisa)
Ma nella maggior parte dei casi, l’unico modo per scoprirlo è un semplice esame del sangue.
Come abbassare il colesterolo senza farmaci
Non sempre è necessario ricorrere subito alle statine. Per molte persone, cambiamenti nello stile di vita possono ridurre i valori in pochi mesi:
- Seguire una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali)
- Sostituire i grassi saturi (burro, carni grasse) con grassi insaturi (olio extravergine di oliva, pesce azzurro, frutta secca)
- Ridurre zuccheri e alcol
- Fare almeno 30 minuti di attività fisica al giorno
- Perdere anche solo il 5-10% del peso corporeo se si è in sovrappeso
Quando servono i farmaci
Se dopo 3-6 mesi di dieta e attività fisica i valori restano alti, il medico può prescrivere:
- Statine – bloccano la produzione di colesterolo nel fegato
- Ezetimibe – riduce l’assorbimento intestinale
- Fibrati – usati soprattutto per trigliceridi alti
- Nuovi farmaci biologici (come gli inibitori PCSK9) per casi ad alto rischio
Il trattamento è personalizzato in base al profilo di rischio e agli obiettivi terapeutici.
Domande frequenti
Il colesterolo alto è sempre colpa della dieta?
No. In molti casi c’è una predisposizione genetica che influisce più dell’alimentazione.
Posso abbassare il colesterolo senza medicine?
Sì, se i valori non sono troppo alti e se si adottano abitudini salutari costanti.
Quanto tempo serve per vedere miglioramenti?
Generalmente 3-6 mesi di dieta e attività fisica regolare.
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