Il sangue nelle feci è sempre un brutto segnale? Quanto conta la stanchezza persistente? E cosa succede se un parente ha avuto un tumore all’intestino in giovane età?
Il cancro del colon-retto è una delle forme di tumore più diffuse. Colpisce il rivestimento interno del colon o del retto ed è spesso silenzioso all’inizio. In Italia è uno dei tumori più diagnosticati: ogni anno coinvolge decine di migliaia di persone, con oltre 17.000 decessi stimati.
Eppure, quando viene scoperto in tempo, può essere curato con successo nel 90% dei casi. Per questo esiste un programma di screening che invita uomini e donne tra i 50 e i 74 anni a fare un semplice test ogni due anni. Ma cosa succede quando i segnali arrivano prima dei 50 anni?
Un caso recente ha fatto discutere: nel 2024, l’attore James Van Der Beek, noto per la serie “Dawson’s Creek”, ha annunciato pubblicamente di avere un tumore al colon a soli 47 anni. Non è un caso isolato. L’età media si abbassa e i sintomi non vanno sottovalutati, nemmeno nei più giovani.
Di seguito vediamo quali sono i segnali da tenere d’occhio e quando è il caso di chiedere un controllo, anche in assenza di screening ufficiale.
I primi segnali che devono far accendere un campanello d’allarme
Anche senza superare i 50 anni, ci sono sintomi che devono far riflettere. Alcuni sono evidenti, altri più subdoli. L’importante è non ignorarli, soprattutto se persistono nel tempo.
Disturbi digestivi che non passano
Se diarrea o stitichezza si protraggono per settimane, è un segnale da approfondire. Lo stesso vale per dolori addominali intensi o insoliti, che non si spiegano con cause alimentari o stress.
Il nostro intestino comunica molto, ma non sempre lo ascoltiamo. Se i problemi digestivi tornano con regolarità o sembrano cronici, una visita è sempre la scelta migliore.
Sangue nelle feci, anche una sola volta
È uno dei segnali più noti, ma spesso minimizzato. Se si nota sangue nelle feci, non va mai ignorato, anche se si tratta di una sola volta o di una piccola quantità.
Attenzione anche alla differenza: una traccia sul fazzoletto può derivare da una semplice emorroide. Ma se il sangue è mescolato alle feci, il sospetto deve essere più alto. In questi casi, una visita è raccomandata per escludere problemi più seri.
Perdita di peso o stanchezza inspiegabile
Dimagrire senza volerlo può sembrare positivo, ma se avviene in modo rapido e senza motivi evidenti, è un segnale da non sottovalutare.
Allo stesso modo, una stanchezza continua, che non passa nemmeno con il riposo, potrebbe indicare qualcosa che non va. Se questi sintomi sono associati a disturbi intestinali, è ancora più importante parlarne con il medico.
Anemia o carenza di ferro
Non sempre i segnali sono evidenti. A volte, un semplice esame del sangue rivela un’anemia, ovvero un livello troppo basso di emoglobina. Questo può essere il segnale di una perdita di sangue invisibile, che avviene lentamente nell’intestino.
Anche una carenza di ferro, soprattutto se non si segue una dieta povera di questo minerale, può essere una spia indiretta.
Quando fare controlli prima dei 50 anni?
Il programma di screening gratuito inizia a 50 anni, ma in alcuni casi è importante muoversi prima. Il rischio individuale cambia in base alla storia personale e familiare. Vediamo le principali situazioni da considerare.
Se in famiglia ci sono stati casi di tumore al colon
Chi ha un parente stretto (genitore, fratello, sorella) colpito da cancro al colon prima dei 50 anni è considerato a rischio maggiore.
Ad esempio, se un fratello ha ricevuto la diagnosi a 35 anni, il consiglio è iniziare i controlli già a 25 anni. In questi casi non si fa il semplice test delle feci, ma direttamente una colonscopia, che permette di vedere l’interno dell’intestino e rilevare eventuali anomalie.
In presenza di malattie infiammatorie intestinali
Chi soffre di patologie croniche come la rettocolite ulcerosa o la malattia di Crohn rientra tra le persone che devono fare controlli anticipati.
Queste malattie aumentano il rischio di sviluppare tumori intestinali nel tempo. Di solito si inizia il monitoraggio già dai 40 anni o anche prima, in base alla durata e gravità della patologia.
Il test delle feci: semplice ma utile
Per chi non ha particolari rischi, dai 50 anni in poi viene offerto un test ogni due anni. È un esame facile da fare a casa, tramite un kit gratuito, che cerca tracce invisibili di sangue nelle feci. Se il test è positivo, viene poi richiesta una colonscopia.
Anche se può sembrare scomodo o imbarazzante, è uno strumento efficace per salvare vite. E nei casi ad alto rischio, si può fare prima, su indicazione medica.
Curiosità: lo sapevi che…?
- Il colon è lungo circa 1,5 metri e ha il compito di assorbire acqua e sali minerali.
- In Italia, ogni anno vengono diagnosticati oltre 43.000 nuovi casi di tumore del colon-retto.
- Il 20% dei tumori al colon colpisce persone sotto i 55 anni.
- I polipi intestinali, se individuati e rimossi in tempo, possono prevenire l’insorgenza del tumore.
- Uno stile di vita sano (poca carne rossa, niente fumo, movimento) riduce significativamente il rischio.
FAQ – Domande frequenti
Chi deve fare il test per il cancro al colon?
Tutti, uomini e donne, tra i 50 e i 74 anni, ogni due anni.
Il test è doloroso?
No, è un test semplice e si fa a casa. Basta raccogliere un campione di feci.
Quando si deve fare una colonscopia?
Se il test è positivo oppure se ci sono sintomi sospetti, anche prima dei 50 anni.
Se ho sangue nelle feci una volta sola, devo preoccuparmi?
Sì. Anche un episodio isolato merita attenzione medica.
È possibile avere un tumore al colon senza sintomi?
Sì, soprattutto nelle fasi iniziali. Per questo lo screening è importante.




