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Come le Hawaii sono diventate parte degli Stati Uniti: storia, colonizzazione e lingua

di SapereOra
18 Novembre 2025
in Primo Piano
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Come le Hawaii sono diventate parte degli Stati Uniti: storia, colonizzazione e lingua

Hawaii

Dall’unificazione del regno all’annessione americana: il lungo cammino delle isole Hawaii verso la bandiera a stelle e strisce

Nel cuore dell’Oceano Pacifico, a migliaia di chilometri dalla costa americana, si trova uno degli Stati più affascinanti e culturalmente complessi degli Stati Uniti: le isole Hawaii. Ma com’è possibile che un arcipelago così remoto sia diventato, nel 1959, il 50° Stato dell’Unione?

La risposta affonda le radici in una storia fatta di guerre, trattati, pressioni economiche e influenze straniere, che hanno gradualmente trasformato un regno sovrano in un territorio americano.

L’Unificazione delle Hawaii: Kamehameha e l’aiuto degli europei

Alla fine del XVIII secolo, le isole Hawaii erano ancora frammentate, ciascuna governata da capi locali. Tra il 1795 e il 1810, il guerriero Kamehameha il Grande riuscì a unificare l’intero arcipelago sotto il proprio comando. Lo fece anche grazie all’aiuto degli europei e alle armi da fuoco fornite dai coloni stranieri.

Una volta unificato, nacque il Regno delle Hawaii, una monarchia costituzionale che cercò fin da subito stabilità e legittimità, soprattutto di fronte al crescente interesse straniero per la posizione strategica e le risorse naturali delle isole.

Le pressioni esterne: Europa, Stati Uniti e la fragilità del regno

Durante il XIX secolo, l’influenza dell’Europa e degli Stati Uniti si fece sempre più pesante. Non si trattò di un’invasione diretta, ma di una “colonizzazione silenziosa”, fatta di scambi commerciali, missionari cristiani, e soprattutto investimenti agricoli, in particolare nella coltivazione della canna da zucchero.

La crescente dipendenza del Regno di Hawaii dal commercio con l’estero, in particolare con gli USA, rese sempre più fragile la sua sovranità. Le decisioni politiche interne finirono per essere condizionate dagli interessi economici dei grandi coltivatori stranieri.

I legami con gli Stati Uniti: dal trattato alla subordinazione

A metà Ottocento, gli imprenditori americani della canna da zucchero cominciarono a investire massicciamente nelle isole. Il Regno delle Hawaii firmò un trattato di reciprocità con gli Stati Uniti, che favoriva il commercio bilaterale eliminando i dazi doganali su alcuni prodotti.

Ma questo accordo economico diede anche più potere agli imprenditori bianchi, per lo più americani ed europei. Le loro piantagioni divennero un centro di potere politico, tanto che gli investitori stranieri iniziarono ad avere voce in capitolo sulle scelte del governo hawaiano.

Nel giro di pochi decenni, l’economia hawaiana divenne sempre più dipendente dagli Stati Uniti, riducendo la possibilità del regno di prendere decisioni autonome.

Il colpo di Stato del 1893 e l’intervento americano

Nel 1893, la regina Lili’uokalani salì al trono con l’intento di ridare potere al popolo hawaiano. Propose una riforma costituzionale per limitare l’influenza degli stranieri. Tuttavia, questa iniziativa suscitò la reazione dei magnati della canna da zucchero, preoccupati di perdere i loro privilegi.

Sostenuti dal ministro americano residente a Honolulu, i piantatori organizzarono un colpo di Stato senza spargimenti di sangue. La regina decise di abdicare per evitare un conflitto civile. Subito dopo, fu istituito un governo provvisorio, venne dichiarata la legge marziale, e la bandiera americana fu issata sul palazzo reale.

Nonostante questo gesto simbolico, gli Stati Uniti non avevano ancora annesso formalmente le Hawaii. A Washington la situazione era confusa: era chiaro che dietro il rovesciamento del regno c’erano interessi economici privati più che una vera strategia politica.

Dalla repubblica all’annessione: la trasformazione in territorio americano

Nel dicembre 1893, gli Stati Uniti avviarono un’inchiesta ufficiale sulla legittimità del nuovo governo. I rapporti però erano contraddittori e l’amministrazione americana esitava ad agire. Tuttavia, nel luglio 1894, i leader del governo provvisorio proclamarono la Repubblica delle Hawaii.

Solo quattro anni più tardi, nel 1898, il Congresso americano approvò l’annessione dell’arcipelago, attraverso la cosiddetta Newlands Resolution. Le Hawaii divennero così un territorio degli Stati Uniti, ma non ancora uno Stato federale.

Dal territorio allo Stato: il riconoscimento ufficiale del 1959

Bisogna attendere il 21 agosto 1959 perché le Hawaii vengano ufficialmente riconosciute come il 50° Stato americano. Un passaggio storico che completò il lungo processo di transizione da regno sovrano a Stato federato.

Curiosamente, le Hawaii non sono lo Stato più grande degli USA, ma certamente sono il più lontano dalla terraferma, situato a oltre 3.000 km dalla costa occidentale degli Stati Uniti continentali.

Lingua francese alle Hawaii: una presenza storica, ma limitata

Anche se oggi l’inglese è la lingua predominante, la storia delle Hawaii è stata influenzata da diverse culture, compresa quella francese. Nel XIX secolo, i francesi fecero parte del flusso migratorio europeo che si stabilì nell’arcipelago.

Secondo dati recenti, circa l’1,26% della popolazione hawaiana parla francese. Su oltre 1,4 milioni di abitanti, si tratta di circa 18.000 persone, distribuite soprattutto nelle aree urbane.

La lingua francese non ha uno status ufficiale, ma la presenza della comunità francofona è riconosciuta, con associazioni culturali e iniziative che ne promuovono la diffusione, anche attraverso l’insegnamento scolastico.

Lo sapevi che…?

  • Il nome Hawaii deriva probabilmente da “Hawaiki”, la mitica terra d’origine dei Polinesiani.
  • Lili’uokalani, l’ultima sovrana hawaiana, era anche una musicista: è l’autrice della celebre canzone “Aloha ‘Oe”.
  • Prima dell’annessione americana, le Hawaii avevano ambasciate e relazioni diplomatiche internazionali, proprio come un vero Stato sovrano.
  • La lingua hawaiana è oggi co-ufficiale insieme all’inglese nello Stato delle Hawaii.
  • Pearl Harbor, celebre per l’attacco giapponese del 1941, è una base militare americana costruita ben prima dell’ingresso degli USA nella Seconda Guerra Mondiale.

FAQ – Domande frequenti

Perché gli Stati Uniti hanno annesso le Hawaii?
Per motivi economici (soprattutto la canna da zucchero) e strategici (posizione nel Pacifico). L’annessione fu favorita da pressioni dei coloni americani presenti sull’isola.

Le Hawaii sono mai state una colonia?
Formalmente no, ma il loro passaggio da regno a territorio americano è stato fortemente influenzato da potenze straniere, soprattutto dagli Stati Uniti.

Le Hawaii parlano ancora hawaiano?
Sì, l’hawaiano è lingua co-ufficiale con l’inglese, anche se parlato fluentemente solo da una minoranza.

Ci sono ancora monarchici alle Hawaii?
Sì, esistono gruppi che chiedono il riconoscimento del Regno delle Hawaii o una forma di autonomia culturale.

Il francese è parlato alle Hawaii?
Sì, ma in misura limitata: circa l’1,26% della popolazione è francofona.

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Tag: annessione Hawaiicolonizzazione USAHawaiiKamehamehaLiliuokalanilingua francese HawaiiStati Unitistoria delle Hawaii
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