Lo sapevi che in Israele c’è una minoranza araba che presta servizio volontario nell’esercito israeliano e si dichiara leale allo Stato ebraico? Sono i drusi, una comunità affascinante e spesso trascurata nelle cronache. Ma chi sono davvero? E perché hanno scelto di allearsi con Israele, pur condividendo origini etniche con altri arabi del Medio Oriente?
Chi sono i drusi: un’identità unica tra religione e cultura
I drusi sono un gruppo etno-religioso nato nel Medioevo, in una zona che oggi corrisponde a Egitto e Libano. La loro religione è monoteista, ma non si identifica con l’Islam tradizionale: incorpora elementi filosofici, gnostici, esoterici e influenze da cristianesimo, platonismo e sciismo ismailita.
Hanno una particolarità: la loro fede è segreta. Solo pochi iniziati, chiamati uqqāl (“i saggi”), possono accedere ai testi sacri. Gli altri membri della comunità, i juhhāl (“gli ignoranti”, nel senso di “non iniziati”), seguono i precetti religiosi ma senza conoscere le dottrine profonde.
Dove vivono oggi i drusi
Attualmente, le comunità druse principali si trovano in:
- Libano (circa 250.000 persone)
- Siria (circa 700.000)
- Israele (circa 150.000)
- Golan occupato (circa 20.000)
In Israele e nel Golan, i drusi occupano un posto particolare, ben distinto da altre minoranze arabe.
Il rapporto con Israele: un’alleanza pragmatica e storica
A differenza di altre comunità arabe in Israele, i drusi israeliani si distinguono per un forte senso di lealtà verso lo Stato. Dal 1956, gli uomini drusi sono soggetti alla coscrizione militare obbligatoria, proprio come gli ebrei. Questo patto è stato accettato dalla leadership drusa come mezzo per integrarsi nella società israeliana.
Motivi dell’alleanza con Israele
- Pragmatismo politico: circondati da instabilità in Libano e Siria, molti drusi vedono Israele come un rifugio sicuro.
- Autonomia locale garantita: i villaggi drusi in Israele godono di un certo livello di autogestione.
- Accesso a diritti e servizi: i cittadini drusi israeliani beneficiano di sanità, istruzione e infrastrutture statali.
Secondo dati ufficiali israeliani del 2024, oltre il 90% dei giovani drusi arruolati completa il servizio militare, e una parte significativa sceglie carriere nell’intelligence o nella polizia.
Il caso del Golan: un’identità più divisa
Nel Golan, territorio siriano annesso da Israele nel 1981, i drusi hanno mantenuto cittadinanze siriane e un’identità più ambigua. Tuttavia, anche qui, il tempo e le generazioni hanno favorito un lento avvicinamento allo Stato israeliano, soprattutto per ragioni economiche.
Molti giovani drusi del Golan oggi studiano in università israeliane, lavorano in startup tech e si allontanano dall’ideologia pan-araba.
Drusi in Siria e Libano: alleanze molto diverse
Nei Paesi vicini, i drusi giocano un ruolo ancora più complesso.
- In Libano, sono una delle 18 confessioni riconosciute, e hanno un peso politico rilevante, soprattutto grazie alla storica leadership del clan Jumblatt.
- In Siria, hanno cercato di restare neutrali durante la guerra civile, anche se alcuni gruppi si sono schierati con il regime di Bashar al-Assad per ragioni di sopravvivenza.
La loro strategia? Sopravvivere tra le potenze, evitando scontri diretti e scegliendo alleanze caso per caso.
Cosa pensano i drusi della questione palestinese?
Pur essendo arabi, i drusi israeliani non si identificano con la causa palestinese come fanno molti altri cittadini arabi. Alcuni sono solidali sul piano umano, ma pochi partecipano attivamente a manifestazioni o movimenti filo-palestinesi.
La lealtà verso Israele è spesso vista come una scelta di autodifesa e integrazione, più che una posizione ideologica.
Una comunità che cambia: giovani, tecnologia e modernità
I giovani drusi oggi sono sempre più connessi al mondo:
- Usano i social network per esprimere idee nuove.
- Viaggiano, studiano e si confrontano con culture globali.
- Sono attivi in politica, giornalismo, arte e startup.
Ma mantengono anche forti legami con la tradizione: feste religiose, matrimoni endogamici e rispetto per gli anziani sono ancora fondamentali.
Curiosità sulla cultura drusa
- Non accettano conversioni né in entrata né in uscita dalla religione.
- Credono nella reincarnazione: ogni anima si reincarna immediatamente dopo la morte.
- Non costruiscono moschee: le loro strutture religiose, chiamate khalwāt, sono riservate ai membri iniziati.
Cosa insegna il caso dei drusi?
La storia dei drusi dimostra che le alleanze nel Medio Oriente non sono mai scontate. Identità, religione e politica si intrecciano in modi sorprendenti. I drusi non sono semplicemente “arabi” o “musulmani”: sono una minoranza orgogliosa e indipendente, che ha saputo scegliere in modo pragmatico come sopravvivere in un contesto turbolento.
FAQ – Domande frequenti sui drusi
I drusi sono musulmani?
No, la loro religione ha origini ismailite ma si è evoluta in modo autonomo.
Possono sposarsi con persone di altre religioni?
No, i matrimoni misti sono rarissimi e spesso non riconosciuti dalla comunità.
I drusi israeliani parlano ebraico?
Sì, la maggior parte parla fluentemente ebraico oltre all’arabo.
Possono partecipare alla vita politica israeliana?
Sì, molti drusi sono attivi in politica e alcuni sono diventati parlamentari.
Che rapporto hanno con i palestinesi?
È complesso: c’è rispetto, ma le alleanze politiche sono molto diverse.
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