La flat tax è una delle proposte più discusse del sistema tributario: scopriamo in modo semplice cos’è e come funziona la nuova aliquota del 5% sulle mance nel turismo.
Un’imposta ad aliquota unica
La flat tax è un sistema fiscale con un’aliquota unica che si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dal reddito. L’idea nasce negli Stati Uniti e in Europa per semplificare il sistema e rendere più trasparente il rapporto tra cittadini e fisco. In Italia il dibattito è aperto da anni e ha portato a misure sperimentali che riguardano settori specifici piuttosto che una riforma generale.
La novità del 5% sulle mance
La legge di Bilancio 2023 ha introdotto una flat tax del 5% sulle mance lasciate dai clienti al personale di alberghi, bar e ristoranti. Dal 2025 la misura diventa più ampia: l’aliquota sostitutiva si applica alle mance pagate in contanti o con strumenti elettronici e sostituisce Irpef e addizionali regionali e comunali fino a un limite di 75.000 euro di reddito annuo; inoltre la tassa riguarda il 30% delle somme percepite come mancia.
In linea generale, però, al di là del settore turistico, il vincolo attuale per la Flat Tax è fissato a 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Dal 2023, infatti, il limite precedente di 65.000 euro è stato innalzato a 85.000 euro, e questo tetto resta confermato anche per il 2025. Attenzione: superare la soglia di 85.000 euro comporta la perdita dei vantaggi fiscali del regime forfettario a partire dall’anno successivo. Se invece si superano i 100.000 euro in un anno, la fuoriuscita è immediata, già dall’anno in corso, e si deve applicare l’IVA e il regime ordinario da subito.
Benefici della flat tax per i lavoratori del turismo
Secondo gli operatori del settore, la flat tax sulle mance semplifica la gestione fiscale e incentiva la tracciabilità dei pagamenti. La norma precisa che possono beneficiarne solo i lavoratori dipendenti del settore privato – in particolare chi è impiegato in alberghi, ristoranti, bar o altre strutture ricettive – e che la mancia è considerata reddito di lavoro dipendente. Il dipendente può scegliere di rinunciare alla tassazione agevolata e tornare al regime ordinario. L’intervento, nato come sperimentale, è stato reso strutturale e alza dal 25% al 30% il tetto di reddito coperto.
Limiti e questioni aperte sulla flat tax
Se da un lato la flat tax punta a semplificare e premiare chi lavora nel turismo, dall’altro non mancano le perplessità sulla coesistenza con un sistema fiscale progressivo. L’aliquota unica, anche se applicata solo alle mance, solleva interrogativi sull’equità e sulla necessità di monitorare i redditi reali. Resta inoltre il vincolo del reddito complessivo sotto i 75.000 euro: superata questa soglia, l’agevolazione decade per l’anno successivo.
La flat tax, quindi, rappresenta un esperimento in corso nel nostro sistema tributario. La versione al 5% per le mance – limitata al settore turistico e della ristorazione – mira a premiare i lavoratori e a rendere più trasparente un segmento spesso sommerso. Resta da ca pire se queste mini flat tax potranno aprire la strada a riforme più ampie del prelievo fiscale italiano…
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